mercoledì 9 maggio 2012

SERATA COMMEMORATIVA DELL'INCROCIATORE DELLA REGIA MARINA GIOVANNI DELLE BANDE NERE


Nella sala conferenze del Tempio della Vittoria(Chiesa di San Giorgio al Corso) in Reggio Calabria, l'8 maggio 2012 il prof. Pasquale Nucara e l'Associazione Culturale Anassilaos nella persona del presidente Dr. Stefano Iorfida , con meritato successo, hanno tenuto la conferenza-commemorazione sull'affondamento dell'incrociatore leggero "GIOVANNI DELLE BANDE NERE" della Regia Marina Italiana, avvenuto settant'anni or sono, esattamente il 1 aprile 1942.
SONO STATI RINGRAZIATI per la collaborazione :
- Ufficio Storico della Marina Militare Italiana – U. S. M. M., per avere consentito la  riproduzione delle  
   immagini fotografiche e la consultazione dei documenti relativi al R. I. “Giovanni delle Bande Nere”
- Dr Alessandro Massimo Nucara per il prezioso sostegno all'iniziativa
- Signora Anna Morabito ved. Monorchio(sorella del sergente Giuseppe Morabito)
- Comandante della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, capitano di vascello Gaetano Martinez
- Gruppo “T. Gulli” Reggio C. Associazione Nazionale Marinai D’Italia (A.N.M.I.): cav. Pietro Cito     
   presidente, cav. Matteo Donato consigliere, cav. Calogero Aquilina segretario, geom. Salvatore  
   Marrari socio, addetto all'informatica per video e pubblicazioni
- Comandante Giovanni Santoro, delegato regionale A.N.M.I. 
- Don Nuccio Santoro, parroco del Tempio della Vittoria
- Dr. Stefano Iorfida, presidente dell’Associazione Culturale Anassilaos
- Quanti altri indicati in Bibliografia.
- Gli amici convenuti per ascoltare e intervenire nel dibattito sono stati : il Dr. Giuseppe Marcianò e Dr.  
   Salvatore Saffioti.
   Dell’A.N.M.I.(Gruppo Gullì) ammiragli Francesco. Ciprioti, Giuseppe Bellantoni e Francesco      
   Clemente, sig.ra Ester Nicolaci, ved. maresciallo Caserta, patronessa della serata, luogotenente Salvatore  
   Fazio vicepresidente.


Tra gli interventi a dibattito particolare quello di un giovane diciassettenne di Villa San Giovanni che si è espresso in maniera perfetta e con un innato amor di Patria, raro tra quelli della sua stessa età. Per la sua bravura gli è stata proposta una piccola crociera gratuita sull'Amerigo Vespucci dal Comandante Giovanni Santoro.
Continuando, hanno preso la parola Salvatore Saffioti, Giuseppe Marcianò, il presidente dell'Associazione Aerenautica reggina colonnello Domenico Taglieri e, in fine, l'ingegnere Giuseppe Laface, classe 1917, decano di esperienze navali in quanto, giovane studente d'ingegneria del Genio Navale presso la facoltà di Genova, fu arruolato in marina e imbarcato sull'incrociatore Alberigo di Giussano col grado di Capitano. Il suo particolare intervento e la grande lucidità hanno fatto si che si conoscesse un grande personaggio della realtà reggina ed è stato motivo di riconoscenza cittadina, per cui, il vicepresidente dell'A.N.M.I. di Reggio calabria, Salvatore Fazio, ha proposto al Presidente e al rappresentante regionale Santoro che fosse conferita all'ingegnere Laface la tessera "ad onorem" del Gruppo Marinai D'Italia Tommaso Gullì. L'accoglienza fu subito comunicata agli astanti che hanno colto il conferimento con un grosso e scrosciante applauso che ha scatenato nell'ingegnere Giuseppe Laface una grande ed evidente emozione.


LA STORIA DELL'INCROCIATORE
Il Giovanni delle Bande Nere fu un incrociatore leggero della Regia Marina (appartenente alla classe Alberto di Giussano), così battezzato in onore del capitano di ventura del XVI secolo, appunto, Giovanni delle Bande Nere.
Il suo scafo venne impostato nel 1928 nei cantieri navali di Castellamare di Stabia, varato il 27 aprile 1930 e completato nel 1931.
Prese il mare il 27 aprile 1931 ed espletò dapprima attività di Squadra; durante la sanguinosa guerra civile di Spagna (luglio1936 - aprile 1939), effettuò numerose crociere nel Mediterraneo occidentale, quindi prese parte all'occupazione dell'Albania.
Destinato alla Seconda Squadra, all’inizio di giugno 1939 divenne nave ammiraglia della Scuola Comando alle dipendenze del Ministero della Marina.
Nel corso della seconda guerra mondiale l’Incrociatore, dopo avere protetto, il 10 giugno 1940, le navi posa mine nel Canale di Sicilia, dal 2 al 4 luglio scortò un convoglio da Tripoli a Napoli e altro, dal 6 all’8 luglio, da Napoli a Bengasi. Il 17 luglio fu inviato in Egeo assieme al’incrociatore Colleoni, per attaccare il traffico nemico in quel mare; due giorni dopo, nei pressi di Capo Spada (Isola di Creta), si scontrò con l'incrociatore inglese Sydney accompagnato da cinque cacciatorpediniere britannici in quella che divenne la battaglia di Capo Spada. Tra le missioni di scorta del Bande Nere ricordiamo quella a distanza al convoglio formato dai mercantili Esperia, Marco Polo e Conte Rosso che, dal 13 al 15 dicembre 1940, navigò da Napoli e Palermo alla volta di Tripoli. Dal 5 al 6 febbraio 1941 scortò da Tripoli a Palermo la motonave Calino. 
Il 24 febbraio partì ancora una volta da Napoli diretto a Tripoli allo scopo di assicurare la scorta indiretta ad un convoglio veloce. Erano col Bande Nere l'incrociatore Diaz ed i cacciatorpediniere Corazziere ed Ascari. La missione fu interrotta per l'affondamento del Diaz, il Bande Nere ed il Corazziere, con i naufraghi a bordo, rientrarono a Palermo il 26.
Il 21 aprile 1941 l'Incrociatore uscì in mare per scortare a distanza, insieme col Cadorna, Scirocco e Maestrale, un convoglio di mercantili diretto a Tripoli, l'8 maggio scortò un altro convoglio diretto in Libia. Il 21 febbraio 1942, il Bande Nere, fece parte di un gruppo di scorta per proteggere due importanti convogli, il 22 marzo prese parte allo scontro navale della battaglia della Seconda Sirte. Le nostre unità di superficie colpirono varie navi avversarie. L'intervento di sommergibili ed aerei cagionò agli Inglesi la perdita di quattro piroscafi e quattro caccia, mentre per le pessime condizioni del mare andarono perduti sulla rotta di ritorno alle basi i caccia italiani Lanciere e Scirocco e, per lo stesso motivo, il Bande Nere subì danni. Con un Il telegramma del 28 marzo 1942 la Supermarina (organo centrale operativo della marina militare italiana, retto dal capo di Stato Maggiore della marina) dispose che la nave "Bande Nere" si trasferisse a La Spezia partendo da Messina nel mattino del 31 corrente in modo da transitare per Ponza al tramonto dello stesso giorno per giungere a Spezia il mattino giorno successivo. Al Littorio (corazzata, nave ammiraglia del comandante in capo della flotta in mare) fu comandato disponesse che navi Aviere e Fuciliere scortassero la Nave Bande Nere da Messina fino a Ponza. Terminato il servizio di scorta, l'Aviere e il Fuciliere dirigessero a Napoli. Alla Marina La Spezia fu comandato che la Nave Diana lasciasse Portoferraio in tempo per incontrare nelle acque di Ponza il Bande Nere et assumesse la scorta fino a La Spezia. La Marina Messina e la Marina La Spezia disponessero, per rinforzo, la scorta navale rispettivamente a sud Stromboli e a Nord di Gorgona. Messina, Napoli e La Spezia disponessero una scorta aerea durante ore diurne della traversata.
Il trasferimento fu poi rinviato di un giorno a causa delle condizioni meteorologiche avverse e, alle 6 del mattino del 1° aprile 1942, l’incrociatore Giovanni Delle Bande Nere lasciò Messina diretto a La Spezia, scortato come da programma, per effettuare i lavori di riparazione in quell’arsenale. 
Appena usciti dal porto, il cacciatorpediniere Aviere comunicò di avere l’ecogoniometro in avaria(era appena passata un’ora) e fu costretto a rientrare in porto per avaria. 
La scorta, dunque, rimase a due sole navi, la torpediniera Libra e il cacciatorpediniere Fuciliere, che all’uscita delle rotte di sicurezza assunsero posizione di scorta ravvicinata al Bande Nere, mentre un aereo della Ricognizione Marittima eseguì la scorta antisommergibile alla piccola formazione.
Alle 9, il gruppo vienne intercettato dal sottomarino britannico Urge, che lanciò in rapida successione quattro siluri. Due di essi colpirono l’incrociatore al centro dello scafo, spezzandolo in due tronconi che si alzarono come due braccia oranti verso il cielo e affondarono rapidamente a undici miglia per 144° dall’isola di Stromboli. 
Perirono 293 tra Ufficiali, Sottufficiali e Marinai, su 595 uomini che costituivano l’equipaggio.


PICCOLA STORIA DI GIUSEPPE MORABITO
Giuseppe Morabito, arruolato volontario in marina il 5 ottobre 1936, matricola 40337, destinato a “Maridepo” Messina, cinque giorni dopo a “Mariscuole” Pola. Sottocapo dal 1 aprile 1939, promosso sergente dal 1 ottobre 1941. 
Dal 16 dicembre 1937 al 26 maggio 1940 imbarcato sull’incrociatore Alberto di Giussano, dal 27 maggio 1940 al 1° aprile 1942 sull’incrociatore Giovanni delle Bande Nere, quando scompare in mare, nel mare Mediterraneo. Il 23 dicembre 1947 gli è conferita la Croce al Merito di Guerra“ alla Memoria”.
Pepè Morabito, nato il 22 aprile 1918 a Mosorrofa, si era allontanato dal proprio paese, alle pendici dell’Aspromonte (10 km da Reggio Calabria), e dalle persone care, l’adorata mamma Francesca, le sorelle Angelica, “Michina”, “Nannina” e Natalina, i fratelli Demetrio, Domenico, Gino e “Totò”, dagli amici di gioco, calcio spensierato amatoriale, Gennarino Verbaro, Mimmo Adamo e altri coetanei dei paesi vicini Cataforio e Gallina.
Soleva andare a Mosorrofa un tale di Reggio per comprare rame vecchio e incontrò la mamma di "Pepé", sig.ra Francesca che gli chiese della guerra e quello rispose che non andava affatto bene perché avevano affondato la nave Giovanni delle Bande Nere. L’angoscia lacera il cuore di quella mamma che aveva capito bene la disgrazia, solo un urlo fu emesso, tanto forte che tutta la gente di Mosorrofa capì cosa era accaduto.
Il giorno dopo, tutta la famiglia si porta a Messina, Pepè non c'è tra i morti, ma nenche tra i superstiti. All’Ospedale Regina Margherita domandano del disperso Giuseppe Morabito, nessuno sa della sua sorte : qualcuno dice di averlo visto buttarsi a mare, qualche altro di averlo visto aiutare compagni in difficoltà. Pepè Morabito non tornerà più a Mosorrofa per abbracciare la mamma, la promessa sposa, gli otto fratelli, non potrà provvedere al matrimonio della sorella Anna, giocare al pallone con gli amici carissimi. I circa tremila mosorrofani sono coinvolti emotivamente, tutti prendono parte alle esequie effettuate senza la salma, tutti gli volevano bene perché lui aveva voluto bene secondo gli insegnamenti di una famiglia sana della provincia reggina che aveva vissuto di lavoro, in armonia con tutti.
Il fratello Totò, residente a Como, ha voluto celebrarlo dedicandogli, locale cimitero di Mosorrofa, un piccolo mausoleo : "A Pepè, sergente C. P. S. nella Marina Militare, deceduto nell'affondamento dell’incrociatore Giovanni delle Bande Nere che sacrificò la giovine vita per l’Italia, disperso nel mare di Sicilia".  
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